26 Settembre 2006

Abusivismo edilizio empatico



Ho appena terminato di lucidare la mia meravigliosa conchiglia, invidia dei mitili monolocali venti piani di nobiltà più in basso. Leva il fiato –è vero- quando dal regale balcone tengo la contabilità dei picchi dell’Aconcagua, ma nella mia tridacna botticelliana non c’è alcuna Venere dozzinale, non una sola delle perle che i mutui ventennali hanno legato per la vita a un uomo e quattro mura. Al ritmo di due euro e mezzo l’ora credo che prima o poi acquisterò una moglie in qualche pubblicità del pampero, oppure direttamente nel fondo della bottiglia. Hasta la Pista.



Stanotte non sorge
La Terra astronauta
Sul bianco orizzonte
Del coma lunare

Babel di balena
Lo stomaco eterno
Affolla i salotti
Di ombre di nomi

Domanda lasciva
In quale suo incendio
Ha già assassinato
L’Amore eventuale

Figuro il fendente
E gola è già sangue
 
08 Settembre 2006

Bioluminescenze




Hai visto cadere dal luccicante vestito della notte circa novecentonovantanove stelle. Quattordici di esse erano solo i danzanti riflessi mitomani di alcune fiammelle sugli umidi cavi dell’alta tensione in una notte di rugiada, ma il desiderio l’hai espresso comunque, perché dopotutto quelle alcoliche scintille credevano davvero di essere stelle cadenti. Novecentonovantanove stelle per novecentonovantanove desideri. Novecentonovantanove volte lo stesso identico desiderio. Che cosa hai desiderato? Un desiderio non si racconta mai quando è un segreto tra te e una stella, altrimenti non si avvera. Perciò non dirlo, perché anch’io sto ancora aspettando per i miei novecentonovantanove. E sono i tuoi.



Su nere ringhiere
Di ciglia di ferro
Si sporge indeciso
Il Pianto sommesso

Non sa se saltare
Oppure imitare
Sorrisi rifratti
Del cielo in stagnola

E conta distratto
Mitomani fari
Davanti agli specchi

Dei cavi dell’enel
Sui quali ora sono
Le stelle cadenti
 
28 Agosto 2006

Alcolismo esistenziale




…E' il trionfo del determinismo a metà. Né completamente liberi, né del tutto aggiogati dal ferro dei binari, eppure da certe stazioni bisogna passare per forza prima che il treno precipiti gioiosamente nell’abisso. Se la vita è una barzelletta, possiamo raccontarla come più ci aggrada, ma certe parole, certe frasi vanno dette comunque, altrimenti la barzelletta della vita alla fine non fa ridere, e una barzelletta che non fa ridere è nulla più che una storia vuota, priva di ogni senso. E Dio è il suggeritore di facezie che posa per terra la buccia di banana, che dimentica in luoghi sospettamente pericolosi le torte alla crema, che mette tra te e la donna che ami un ex che riemerge dalle nebbie del passato proprio quando cominciavi a crederci. Non fa ridere? Certo che no: mai visto il personaggio di una barzelletta ridere di sé. Il comico è il tragico visto di spalle. Ma per quanto ora faccia male, domani sarà solo una barzelletta da raccontare agli amici al bar, e quel personaggio solo un’ombra che si confonde con le altre…



Fingevo la Falena
Stregata dalla fiamma
Che la Passione cuoce
A lume di candela

Lo sposo senza sposa
Gelato dal rifiuto
Poi petalo incendiato
Planava nell’etile
 
11 Agosto 2006

Maree Assassine



Non è voglia di scrivere tautologie, il desiderio narcisistico di ottenere milioni di teste che annuiscono ammirate per aver scovato una banalità cui ancora non avevano pensato. Scosti il velo di Maya e la forza di gravità già poco dopo gli ritorna la sua forma, cristallizzata nelle convinzioni quotidiane che rendono il mondo un posto semplice. Lo scopo sensato è vestirla di stoffe magnifiche, di sogni vertiginosi: è il conato creativo che vale davvero, è la meraviglia a sopravvivere qualche minuto all’approvazione. E dunque a che pro vestire una modella tanto costosa? Manichini! Manichini! Qui dichiaro la mia crociata a favore delle belle bugie, siano esse davvero tali, o geniali alibi per verità appena più scomode.



Cammino decesso
Su funi di verbi
Per non sfiorar guglie
Di salme ancor vive

Son corridoi scalzi
Le vie della gente
Nel borgo che vive
In ogn’altra stanza

Ciascun meridiano
Dal collo all’oriente
L’esercito in gocce
Attende affondarmi
 
04 Agosto 2006

Contaminazioni




Fatina ripudiata
Pronunzia ignaramente
Le bolle di sapone
Magione del suo dio

Le lame del suo grido
Han liso il Cielo arancio
Che ormai impudico svela
Tra i lembi sfilacciati

Ma il sangue del suo verbo
Già pasce la lanterna
All’ombra del cui lume
S’abissano le stelle
 
26 Luglio 2006

Assuefazione



Centinaia di piccole chiglie
Affondano la deriva nelle carni del Mare
A strisciare mille bianchi effimeri graffi

Navighiamo sul sangue del Mare
E nemmeno prestiamo attenzione
Perché solo quello assaggiamo di lui

Il sangue salato e azzurro
Che con l’azzurra livrea del cielo
Gioca, si mischia, si dà alla mimesi

Finchè ti lascio martoriare il mio petto
(E sotto è il cuore scarlatto)
Penserai sempre che il mio è il colore del sangue
 
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